PMD: Presenza, Mobilita', Danza. Una Pratica del Movimento Danzato

PMD, una pratica del movimento danzato, brochure 
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Numerosi danzatori professionisti includono nel loro training metodi vicini alla danza che propongono un approccio sensibile e cinestetico al movimento. Tutte queste pratiche corporee parallele che completano le formazioni tecniche convenzionali (danza Contemporanea, Hip-hop, Classica...) sono intimamente legate allo stile da cui derivano, il che peraltro costituisce il loro interesse, stile che ne predetermina la prospettiva di lavoro.
Présence-Mobilitè-Danse è una pratica di movimento danzato libera da costrizioni stilistiche e più aperta nella sua relazione con il corpo. Evitando gli imperativi dell’espressione artistica, paradossalmente facilita ulteriormente, con la propria libertà di movimento, la libertà di espressione dell’interprete professionista. L’obiettivo di fondo della PMD è quello di rispondere agli imperativi tecnici dei danzatori professionisti o in divenire, ma interessa ugualmente tutti gli artisti per i quali il corpo è lo strumento principale della propria espressione: attori, artisti di circo, acrobati, giocolieri, funamboli, clowns, mimi ed anche gli sportivi (preparazione fisica e recupero dopo lo sforzo).
Il corpo è chiamato a rispondere in modo differente secondo l’utilizzo che ognuno ne fa. La PMD privilegia anche un’integrazione sensibile del movimento all’interno di un percorso di sviluppo personale.
La PMD non utilizza atelier di composizione né processi di improvvisazione, lasciando ad altri tali proposte di lavoro. Essa fonda le sue proposte sull’utilizzo dello strumento corpo, veicolo principe della danza, sullo sviluppo della sua efficacia tecnica e della sua sensibilità. Il suo programma è composto da una preparazione e da un allenamento, che costituiscono due aspetti complementari e intimamente legati del lavoro, per arrivare ad una padronanza tecnica del movimento danzato. 
La PMD propone un accesso alla danza con i fondamenti tecnici condivisi da ogni forma di danza. Facilita una distensione del corpo su misura e una disponibilità naturale. Favorisce la circolazione energetica e la dinamicità muscolare. Rende sensibile lo spazio circostante che condiziona il movimento danzato, così come l’acqua condiziona il nuoto. Mobilità e stabilità, disponibilità e velocità, flessibilità, apertura, elasticità ed equilibrio definiscono le prospettive della pratica della PMD.

Una formazione e un allenamento per la danza
PMD è in origine una formazione alla danza derivata da una ricerca di nuove tecniche sensibili di training in ambiente acquatico. La sua elaborazione è condotta da più di tre decenni da Hervé Diasnas, danzatore-coreografo formatosi inizialmente con le tecniche contemporanee (Cunningham, Nikolais, Limón, Graham), Modern-Jazz et Tecnica Classica.. L’incontro a New York con un pittore, Carlo Pittore, per cui posa come modello, rivoluziona le sue concezioni della danza e soprattutto del suo training. Accordare lo strumento, domare lo sforzo, il corpo disponibile e complice, movimento vitale naturale al servizio della danza delle arti del gesto del quotidiano.

Una preparazione come allenamento
La preparazione è una fase essenziale della formazione. E’ un lavoro delicato e ricco di sfumature, dagli effetti potenti, dedicato alla sensibilità propriocettiva, alla comprensione della meccanica articolare e dell’architettura muscolare, alla circolazione energetica e alla consapevolezza dello spazio come materia organica e di appoggio. Massaggi, esercizi di visualizzazione, giochi sensoriali, pratiche respiratorie, sequenze preparatorie, sono i fondamenti di questa parte del lavoro.

Un allenamento come preparazione
L’allenamento corrisponde alla fase energetica del lavoro. Esercizi diversi e variati che mettono in gioco rapidità, forza e precisione, dinamiche comparabili all’allenamento dei danzatori professionisti. Per questo, il coreografo ha scritto delle danze didattiche in una prospettiva puramente pedagogica. Si tratta di sequenze costituite da applicazioni concrete di tecniche proprie alla danza in generale: giri, salti, corse, cadute, spostamenti, lavoro al suolo...Indipendenti da qualsiasi espressione artistica predefinita, sono delle sintesi tecniche, degli strumenti per la pratica e l’allenamento personale del professionista o dell’amatore .Si raggruppano in un repertorio pedagogico.

Un repertorio pedagogico
LA PMD è sì costituita da diversi esercizi, cui si attinge a seconda dei bisogni del momento, ma si caratterizza anche per il suo repertorio pedagogico pensato come un insieme di formule che i danzatori professionali e amatori utilizzano per esercitarsi. Questo repertorio segue diverse linee di lavoro. E’ composto da gamme coreografiche per lo sviluppo di un benessere fisico fluido. Include delle “nuotate danzate” che contengono i principi fondamentali messi in gioco nella mobilità corporea. Si tratta di sequenze che somigliano a quelle che concludono le lezioni tradizionali, con la differenza che non sono delle formule coreografiche effimere e riferite ad un determinato stile, né al modo personale di danzare dell’insegnante. Tali sequenze hanno una funzione puramente didattica. Servono a calibrare, regolare, affinare la qualità e la precisione del movimento danzato, a sistemare il corpo e lo spirito che lo producono.
Danza di spostamenti individuali che mette in gioco gli equilibri dinamici e la velocità degli slanci, danza a distanza praticata a coppie o in piu’ persone, danza corale su modello dei banchi di pesci o dei voli di storni per una comprensione sottile dello spostamento in ogni direzione dello spazio, danza su linee parallele che radicalizza il concetto di trasporto del peso, danza al suolo che sviluppa un’agilità singolare e che riflette il lavoro in acqua, danza con oggetto con un bastone come partner di danza, danza acquatica in piscina, ispirazione iniziale di questa pratica del movimento danzato. Tutte queste tecniche sono legate tra loro e si inscrivono in una coerenza pedagogica globale.

Nuotare, danzare, volare, stati del corpo che condividono una stessa agilità ed elasticità, e una medesima relazione tridimensionale con lo spazio. La varietà di danze del repertorio permette di coprire la vasta gamma delle necessità tecniche del danzatore e di studiare precisamente la relazione con il corpo, il tempo, lo spazio, il suolo, il o i partner. La maggior parte delle danze sono praticate da più di vent’anni da alcuni danzatori provenienti da backgrounds diversi. Questo repertorio dà la possibilità di disporre di un allenamento che si adatta alle circostanze e ai desideri del momento ed è destinato a coloro che mirano ad una pratica autonoma.
La PMD è accessibile a tutti coloro che desiderano acquisire una mobilità naturale del corpo e, nello stesso tempo, è destinata alla formazione di professionisti dell’arte coreografica.

trasmettono la Pratica del Movimento Danzato
Valérie Lamielle (41) : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Eliane Kunzig  (Zürich) : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Maria Carpaneto (Milano) : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Marisol Otero  (Lima) : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.